George Mann

Ghosts of Manhattan

Ed. Snowbooks 2010

 

 

 


New York. The Roaring Twenties. Jazz. Flappers. Prohibition. Coal-powered cars. A cold war with a British Empire that still covers half of the globe. Yet things have developed differently to established history. America is in the midst of a cold war with a British Empire that has only just buried Queen Victoria, her life artificially preserved to the age of 107. Coal-powered cars roar along roads thick with pedestrians, biplanes take off from standing with primitive rocket boosters and monsters lurk behind closed doors and around every corner. This is a time in need of heroes. It is a time for The Ghost. A series of targeted murders are occurring all over the city, the victims found with ancient Roman coins placed on their eyelids after death. The trail appears to lead to a group of Italian-American gangsters and their boss, who the mobsters have dubbed 'The Roman'. However, as The Ghost soon discovers, there is more to The Roman than at first appears, and more bizarre happenings that he soon links to the man, including moss-golems posing as mobsters and a plot to bring an ancient pagan god into the physical world in a cavern beneath the city. As The Ghost draws nearer to The Roman and the center of his dangerous web, he must battle with foes both physical and supernatural and call on help from the most unexpected of quarters if he is to stop The Roman and halt the imminent destruction of the city.

George Mann è un editor ben conosciuto, che ha curato diverse raccolte di racconti, tra cui delle antologie di fantascienza e fantasy. È anche uno scrittore abbastanza prolifico, tra cui una serie di romanzi steampunk ambientati in un'Inghilterra vittoriana alternativa e con protagonista una specie di Sherlok Holmes: la serie Newbury & Hobbes. Con il romanzo di cui parlo ora ha invece iniziano un'altra serie, arrivata al momento al quarto titolo, incentrata sulle avventure, sempre steampunk, di una specie di Giustiziere, non proprio un supereroe, in una New York alternativa degli anni venti.
Non che mi aspettassi un capolavoro, ma almeno un libro divertente da leggere, con avventure un po' spaccone e tecnologia "a vapore" miracolosamente efficiente.
In realtà è uno dei peggiori romanzi che mi sia capitato di leggere ultimamente.
Intanto non solo non si tratta di un supereroe, ma nemmeno di un Batman in salsa steampunk, come molto lo hanno definito, e spesso con significato negativo, perché si tratta di una persona del tutto normale, forse atleticamente un poco sopra la media, ma senza un evidente vantaggio rispetto a tutti i suoi avversari. È un esperto di armi e di tecnologia, ma il tutto si riduce ad un paio di trucchi che non reggerebbero ad un'analisi di fisica elementare e ad una specie di fucile a molla o ad aria compressa (devo ammettere che non c'ho fatto caso, ma poco mi interessa) che spara delle specie di freccette metalliche che ad un certo momento vengono fatte diventare esplosive. E nonostante non abbia altre doti, sconfigge abbastanza facilmente nemici dati per molto superiori.
Gli aspetti steampunk sono poi decisamente pochi e banali, limitandosi quasi alle automobili che funzionano a carbone (ed evitando di entrare nel dettaglio di questo funzionamento) e a qualche dirigibile della polizia che sorveglia la città dall'alto, inoltre la storia alternativa è che gli Stati Uniti sono in guerra fredda con l'Impero Inglese, e quasi nient'altro si riesce a sapere.
Quello che però mi è sembrato il difetto principale è la narrazione, sia come contenuti che come stile.
Il romanzo inizia bene, presentando una specie di Giustiziere stile Batman che combatte il crimine in una New York dominata sempre più da un individuo chiamato Il Romano. Questo Giustiziere viene chiamato Ghost dalla stampa, con lui stesso che si riconosce nel nome, ed è facile capire che si tratta di un ricco personaggio della New York altolocata con una vita ufficiale da playboy, ma con un passato nell'esercito e che ha combattuto una feroce guerra in Europa da cui è uscito con qualche tenebroso segreto e un animo perturbato. Ma poi questo inizio non regge, perché Ghost si rivela un essere umano normale senza poteri particolari e nonostante questo quasi invincibile grazie a trucchi molto stupidi. I traumi della guerra risultano più parole e ricordi saltuari che fatti, i suoi nemici si rivelano quasi pupazzi e alla fine ci si ritrova in un ambiente da romanzo di Lovecraft, e non dico altro per non spoilerare più di quello che ho già fatto, che io proprio non sopporto.
Lo stile narrativo è poi davvero insopportabile, un continuo tentativo di far nascere un'ambientazione emotivamente forte solo a parole, senza aver la capacità di farla emergere dall'azione. Un rimuginare continuo sul passato terribile di Ghost, senza che mai si capisca quale è, e quando poi si scopre risulta del tutto puerile. Troppe parole, troppo evidente il tentativo di creare un'atmosfera adatta al tema del romanzo senza in realtà riuscirci davvero. E poi l'aspetto amoroso con finale strappalacrime che è difficile da trovare più banale.
Il fatto che poi sono stati pubblicati altri tre romanzi della serie può porre qualche dubbio che Mann sia riuscito a raddrizzare il tiro e produrre qualcosa di decente, o può significare semplicemente che il suo potere nel mondo editoriale gli ha permesso di pubblicare in ogni caso. Sicuramente non cercherò di verificare la qualità dei seguiti nel prossimo futuro. Questo primo romanzo al momento mi basta ed avanza.

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